un percorso tra significato e artigianalità
Il gioiello, prima ancora di essere un oggetto prezioso, nasce come gesto, come gioco, come desiderio profondamente umano di raccontarsi senza bisogno di parole: non è un caso, infatti, che il termine stesso affondi le sue radici in un percorso etimologico che richiama il divertimento e la gioia, perché da sempre adornarsi significa scegliere consapevolmente come mostrarsi al mondo, mettendo in evidenza la propria identità, il proprio ruolo e il proprio modo di essere, indipendentemente dal materiale con cui è realizzato il monile che si indossa e dal valore economico che ha.
Le origini del Gioiello e il suo significato simbolico
Il gioiello nasce molto prima di quando comunemente immaginiamo, in un tempo in cui non esistevano ancora né il concetto di moda né quello di lusso, ma in cui l’essere umano avvertiva già il bisogno profondo di raccontare se stesso attraverso ciò che indossava.
Conchiglie, pietre levigate, ossa e frammenti di materiali naturali venivano utilizzati per creare oggetti che non avevano soltanto una funzione ornamentale, ma che rappresentavano simboli di appartenenza, protezione e identità; in tal modo un semplice elemento decorativo si trasformava in una vera e propria estensione della propria storia personale e spirituale.
I gioielli sono come una biografia. Un libro di ricette della nostra vita.
Edith Head
Il Gioiello tra valore simbolico e funzione sociale
I primi monili lavorati comparvero tra il 25.000 ed il 18.000 a. C., mentre per arrivare ai primi gioielli, come li intendiamo oggi, si dovrà attendere l’età dei metalli e la scoperta delle tecniche di lavorazione.
È in particolare con l’oro, con la sua luminosità che rimanda ai raggi del sole, con la sua duttilità, la sua incorruttibilità, che nascerà l’arte dell’Oreficeria e il gioiello diventerà progressivamente una forma d’arte, come accadrà durante il Rinascimento, epoca in cui l’abilità degli artigiani raggiunse livelli straordinari.
Da quel momento in poi, il gioiello accompagnerà l’evoluzione sociale e culturale fino ad arrivare ai giorni nostri, dove l’attenzione si sposterà sempre più verso la qualità dei materiali e l’unicità della lavorazione. Potrà essere un gioiello per scopi puramente ornamentali oppure collegato ad una funzione apotropaica, come nel caso degli amuleti protettivi o, ancora, realizzato per sottolineare eventi salienti della vita che vanno dalla nascita (la catenina da Battesimo) alla morte (i gioielli da lutto tanto in voga in Età vittoriana). Ed ancora potremmo ricordare l’usanza di regalare alle balie e alle nutrici degli orecchini con corallo o perle, gemme organiche e non brillanti ed associate all’idea di purezza e protezione, oltre che sobrie ed adatte al ruolo delle balie. E, poi, ancora, pensiamo alle fedi nuziali, alle corone dei sovrani, all’orologio che non è più soltanto uno strumento che ha permesso all’uomo di abituarsi ad una diversa percezione del tempo. E gli esempi potrebbero continuare all’infinito.
Il valore del gioiello artigianale oggi
Fin qui, l’Evoluzione del gioiello (con la “E” volutamente maiuscola).
Oggi, accanto a un mercato sempre più dominato dalla produzione industriale e dalla standardizzazione, il gioiello artigianale rappresenta una scelta consapevole, capace di restituire valore al tempo, alla manualità e alla cura del dettaglio; e sono proprio questi elementi a trasformare ogni oggetto in una creazione unica e irripetibile, lontana dalle logiche della serialità e più vicina, invece, a un’idea di eleganza personale.
Scegliere un gioiello realizzato a mano significa entrare in contatto con una tradizione che affonda le proprie radici nella storia ma che continua a rinnovarsi attraverso forme contemporanee, capaci di interpretare gusti e sensibilità moderni.
